IL REGISTA DAVIDE LIVERMORE HA RAPPRESENTATO A GENOVA UN ADATTAMENTO DELL’ORLANDO FURIOSO DI LUDOVICO ARIOSTO. IL REGISTA HA DICHIARATO CHE IL CUORE DELL’OPERA È «IL VIAGGIO DI ASTOLFO CHE VA A CERCARE SULLA LUNA IL SENNO DI ORLANDO. CHE È IL SENNO PERDUTO DI TUTTI NOI».

Nell’opera di Ariosto, Orlando ha perso il senno perché sconvolto dalla sua passione per Angelica che invece ama un altro.
Certo, si può diventare folli per amore, come dimostrano tante storie tragiche, vere e romanzate.
Si può impazzire anche per troppo idealismo, inseguendo sogni irrealizzabili, come Don Chisciotte.
O perché – spesso senza neppure accorgersene – si perde capacità di ragionare logicamente, e la coerenza viene travolta dai pregiudizi e dai emotività negativa.
Ma gli umani perdono il senno anche per motivi ben coerenti nella loro tragica perversione, come racconta Shakespeare nella sua Lady Macbeth ripresa nell’opera di Verdi: desiderio di potere, di sopraffazione, di ricchezza. Desideri che si cerca di realizzare a scapito di altri umani considerati oggetti per le proprie voglie. Grandi magnati fanno fortuna a scapito di chi non ha il necessario per sopravvivere. Politici spregiudicati provocano conflitti insensati e guerre che travolgono la vita di tanti innocenti, e da cui nessuno esce davvero vincitore, e l’umanità stessa viene sconfitta.
Livermore di recente, dopo aver messo in scena al festival rossiniano di Pesaro l’opera lirica “L’assedio di Corinto”, aveva dichiarato: «Tra guerre e disastri climatici, ogni idea di umanità e fratellanza si sta sbriciolando. L’Europa della cultura e della pace è diventata l’Europa delle armi. S’inventa la favola che siamo a rischio d’invasione per giustificare le spese più assurde. Si lascia spazio a un tempo che chiede sangue e sangue riceve. Abbiamo perso la ragione e il senso del bene comune».
Dove cercare e ritrovare la ragione perduta?
Astolfo trova sulla Luna ciò che gli uomini perdono sulla Terra per colpa del tempo o della loro follia. Ad esempio, i desideri impossibili e i progetti irrealizzabili, il male e la corruzione. Il senno perduto dagli uomini è conservato in tante ampolle di diversa misura, è un liquido leggero che rischia di evaporare se non ben conservato. Lo stesso Astolfo, oltre il senno da riportare al cugino Orlando, ritrova una parte del proprio che aveva perduto senza accorgersi, e lo aspira per recuperare un po’ di saggezza.
Quella “ragione” che Astolfo va a cercare sulla Luna, i terrestri potranno ritrovarla nella Intelligenza Artificiale, sempre più pervasiva delle loro vite?
Oppure anche loro dovranno cercarla nello spazio alieno? In quello spazio che qualche potente del mondo pensa di colonizzare espandendovi la propria insipienza…

Proprio lo spazio alieno potrebbe invece fornire una lezione risanatrice della follia umana.
Gli umani che fanno gli smargiassi nel loro pianeta, un piccolo puntino nell’universo sterminato, potrebbero imparare tanto dall’infinità dello spazio e del tempo, incomprensibile e misterioso per la mente umana. Confrontandosi con l’infinito imparerebbero a ridimensionarsi, a considerare la loro piccolezza di esseri finiti con uno spazio di vita breve a cui devono cercare di dare un senso.
Potrebbero così apprezzare il bisogno di superare l’inconsistente realtà materiale verso dimensioni che la trascendono.
Capirebbero che, anziché sterminarsi insensatamente come fanno dall’origine della loro specie, conviene coalizzarsi con gli altri simili per vivere meglio il poco tempo a disposizione.
Come l’Astolfo di Ariosto e di Livermore, la ricerca nello spazio extra-terrestre della ragione perduta può riportarla sulla Terra, a beneficio di tutti i mortali che la abitano.

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