CONTINUA IL GIOCO DI TORNARE A COME SI VIVEVA CINQUANT’ANNI FA, SENZA LE TECNOLOGIE E I SOCIAL MEDIA CHE OGGI CI APPAIONO INDISPENSABILI PER UNA NORMALE VITA QUOTIDIANA.
DOPO AVER PARLATO DELLO STUDENTE, VEDIAMO COME VIVE LA SUA FAMIGLIA.

Il padre del giovane di cui abbiamo parlato è un pubblico impiegato, con una mansione di responsabilità nella gestione del suo ufficio.

Office, by Edward Hopper

Ogni mattina, dopo una breve passeggiata col cane, scende nel garage sotto casa a prendere la sua utilitaria, una Fiat 850, per andare al lavoro.
Parte molto presto in modo da evitare il traffico più intenso che coincide con l’apertura delle scuole. Deve trovare un parcheggio vicino al luogo di lavoro, altrimenti gli toccherà farsi a piedi l’ultimo tratto, camminando velocemente per non arrivare in ritardo.
Stesso percorso nel pomeriggio per il lavoro “straordinario”. Alla fine del lavoro della mattina torna a casa per il pranzo, senza cedere alla tentazione di mangiare qualcosa al bar vicino l’ufficio con qualche collega. Al pasto veloce preferisce un’altra mezz’ora di viaggio in auto per pranzare con i familiari e rilassarsi un po’ prima di tornare al lavoro. Stare insieme a tavola è importante per la famiglia e non vuole rinunciarvi. E inoltre c’è il cane da portare a spasso tre volte al giorno. Anche lui fa parte della famiglia ed ha le sue necessità che non possono essere trascurate.

Pure il sabato mattina si lavora. I sindacati cominciano a parlare di “settimana corta” e di spostare parte del lavoro a casa, almeno per certi tipi di lavori d’ufficio. Ma sono utopie che richiederanno tempi lunghi per essere metabolizzate. Magari ci vorrà qualche epidemia per consentire di fare da casa una parte del lavoro.

Anche gli altri figli, fratelli maggiori dello studente che vive ancora in casa, lavorano e stanno mettendo su famiglia.
Uno ha cominciato a lavorare appena finito il servizio militare, che fa passare (sprecare?) oltre un anno in luoghi ameni della penisola per addestrarsi a “servire la patria”, non si sa mai qualche nemico dovesse aggredirci. La leva militare è obbligatoria, non si può sostituire con servizi civili, e l’obiezione di coscienza è punita dalla legge.
L’altro fratello è stato esonerato dal servizio di leva per problemi di salute, lavora da tempo e ha già moglie e due figli. Il suo matrimonio è stato molto partecipato da amici e parenti, e dopo la cerimonia in chiesa gli sposi hanno offerto un piccolo rinfresco in un locale vicino, spumante torta e tanti calorosi abbracci. Poca attesa e poca spesa, ma tutti commossi e contenti.
Lo stesso per il battesimo dei figli, concluso con ottima tavola calda e varietà di frutta e dolci nel giardino dietro casa, addobbato a festa per l’occasione.

Passiamo a parlare della moglie (e madre). Anche lei ha lavorato in passato. Andava e tornava con i mezzi pubblici, prendendo un bus strapieno nelle ore di punta, che però ha una fermata proprio sotto casa e una nei pressi dell’ufficio. Adesso è in pensione e può finalmente leggere i romanzi d’amore e di avventure che aveva comprato e conservato da anni. E dedicarsi con calma alla cucina che le piace tanto: sperimenta tante ricette prese dai libri regalati dal marito, interessato al buon cibo casalingo più che a cenare fuori.
Fa la spesa nei negozietti di quartiere, dove conosce tutti e tutti la conoscono. Per gli acquisti preferisce questa dimensione umana ai grandi “supermercati” che cominciano ad aprire in città. Per andarci ci vorrebbe l’auto ma non ne ha una sua, non ha neppure la patente. Le poche volte che ha provato ad andare col marito non è riuscita ad orientarsi nel labirinto di corridoi dove non trova quello che cerca, o si confonde fra tanti prodotti simili. E nessuno la può amichevolmente consigliare come nelle botteghe vicino casa.

La sera dopo la cena i coniugi guardano insieme la TV, che ha pochi canali per cui non c’è grande scelta. Si parla di realizzare altre televisioni private, ma ancora resiste il monopolio RAI. Certe sere non si trova niente di interessante. Il marito dopo il Telegiornale e “Carosello”, che lo rilassa, va a letto dopo la terza passeggiata col cane e uno sguardo veloce al giornale per gli aggiornamenti sui fatti locali e controllare… i necrologi.
La signora invece si addormenta placidamente sul divano davanti alla TV, risvegliandosi quando tutto è finito, con la musica di fine programmazione che scatta rigorosamente a mezzanotte.

Sigla di fine programmi RAI, con musica dal finale del Guglielmo Tell di Rossini

Il sabato pomeriggio si va al cinema, ma i gusti sono diversi da quelli del figlio. Alle opere impegnate preferiscono commedie all’italiana, gialli thriller, o altre cose leggere come Fantozzi, che fa ridere però lascia tanta amarezza. Meglio ancora Totò, con lui si va sul sicuro. Certo, sarebbe bello poter scegliere i film preferiti e guardarli quando si vuole sul divano di casa, ma ancora non esistono i negozi Blockbuster né Sky o Netflix.

La domenica, se il tempo lo consente, si parte per una gita in auto cui partecipa anche il figlio se non ha altri impegni. La 850 esce dalla città per avventurarsi in città d’arte e luoghi di mare o montagna dove si può andare e tornare in giornata. Si pranza al sacco, sostando in una area picnic oppure in una zona panoramica usando un tavolinetto apribile e le sedie pieghevoli sistemate sul portabagagli. Il pranzo, preparato la sera prima, prevede in genere antipasto di olive bianche e nere e alici, panini con formaggi e salumi, caponatina o parmigiana, frittatine e frutta di stagione. Caffè conservato caldo nel termos, mezz’ora di relax e si riparte.

Alla guida della 850 Fiat

L’itinerario è programmato e poi verificato su grandi mappe stradali che però spesso non sono aggiornate o non prevedono dettagli sui complicati attraversamenti dei paesi. A volte si sbaglia o si trovano delle interruzioni ed è problematico ritrovare la giusta via.
Un giorno, discutendo dopo l’ennesimo errore di direzione, viene fuori che sarebbe bello avere uno strumento che indica la strada migliore per arrivare alla meta, evitando interruzioni, traffico, errori delle mappe.  Una sorta di bussola o “navigatore” che assiste durante la guida… ma sono solo fantasie. Intanto si va avanti con le mappe cartacee, e – a parte qualche piccolo ritardo – non ci si è mai persi.

Sarebbe comodo poter andare in giro con un “camper” di quelli che si stanno diffondendo anche in Italia tra gli amanti della vita all’aperto. Il figlio ha detto che appena metterà su famiglia e avrà dei bambini ne comprerà uno e andrà in giro per il mondo senza vincoli di treni e hotel da prenotare. I genitori sono un po’ scettici riguardo a queste novità, ma convengono che un camper consente di viaggiare in libertà meglio che la sola auto, o con la pesante e ingombrante roulotte che usano alcuni amici.

La famiglia ha tanti parenti ed amici, coi quali ci si sente per telefono, non ci sono altri mezzi per tenersi in contatto diretto. Per vedersi si organizzano cenette a casa di qualcuno che ha abbastanza spazio, ognuno porta qualcosa da mangiare e da bere, si organizzano giochi di società, si raccontano barzellette, e si passano serate in allegra compagnia. Nel periodo natalizio queste rimpatriate comunitarie sono accompagnate da partite a carte e dalla tradizionale tombola, usando i fagioli per segnare nelle cartelline i numeri usciti.

Così era la vita cinquant’anni fa. A molti giovani sembrerà preistoria…

Adesso il vostro mondo industrializzato consente a tutti di avere in tasca telefoni cellulari definiti “smart”. Consentono anche videochiamate multiple, e servizi di ogni tipo a portata di click a patto di ricordarsi le password. Includono fotocamere ad altissima definizione, per scattare centinaia di istantanee con cui inondare parenti e amici.
Bisogna però fare attenzione a non perdere lo smartphone o a lasciarlo scarico, per non restare bloccati (ne abbiamo già parlato).
Potenti computer connettono ad internet per tutte le esigenze, si mandano e-mail in ogni parte del mondo, e ci si tiene costantemente aggiornati sui social. Si partecipa a conferenze online per svago o per lavoro. Lo smart working è diffuso. Non ci si mette in viaggio senza attivare i navigatori satellitari. Ci sono TV on demand, giochi elettronici, bingo e sale scommesse. E fast food dove si può mangiare prestissimo, anche se non benissimo.
Auto sempre più grandi e con le automatizzazioni più sofisticate, treni ad alta velocità, aerei alla portata di tutti per spostarsi velocemente e sempre più lontano.
L’intelligenza artificiale ci aggiorna e suggerisce cosa dobbiamo fare e come.

Tutto questo rende la vostra vita più sicura, efficiente e felice.

O no…?