CHIAMATO INIZIALMENTE IN MODO CONFIDENZIALE TOM-TOM, IN REALTÀ “NAVIGATORE SATELLITARE”, È UN’INVENZIONE CHE SI È TANTO DIFFUSA DA STARE NELLE AUTO E NEGLI SMARTPHONE DEL VOSTRO MONDO SERVITO DALLA TECNOLOGIA.

Con autoritario tono maschile o soave e seducente voce femminile, suggerisce al fedele guidatore quale percorso è migliore per andare a destinazione, prescrive che strada seguire, comunica quanto tempo ci vorrà per arrivare, avverte che traffico si può incontrare e indica strade alternative.

Conosce i sensi vietati e dove sono collocati gli autovelox, sa dove si può parcheggiare o trovare un rifornimento o un ristorante, e un bancomat per pagarli.

Fa vedere sullo schermo che strada si sta seguendo, ma non bisogna guardarlo troppo per non perdere i contatti con la strada reale e combinare guai con la guida.

Se si ignorano le sue indicazioni o si sbaglia a seguirle, non si offende e riprogramma tutto senza fare obiezioni o rimproverare chi disobbedisce, come farebbe qualsiasi guida umana.

Ogni tanto trae in inganno perché perde la localizzazione esatta e indica che si sta navigando sul letto di un fiume o si sta attraversando una collina, ma questo è scusabile perché sta guardando la terra da un lontano satellite…

Può diventare irritante quando ripete più volte cose già dette, oppure indica le uscite ad una rotatoria con un numero d’ordine che non si riesce a seguire, con le altre auto che ti intralciano.

O ancora quando insiste a indicare il nome di una strada (“segui la strada statale numero 35” o “continua per via san Marcello martire”) senza che il conducente abbia modo di controllare da nessuna parte né il numero né il nome. Questo perché l’intelligenza artificiale che si nasconde dietro la voce autorevole o suadente leggendo i nomi da una mappa virtuale, mentre il suo seguace deve fare i conti con segnaletica reale che in certi luoghi è completamente inesistente.

Indubbiamente il navigatore è un supporto utile per chi si perderebbe al primo incrocio, per chi non sa leggere le mappe, per chi perde l’orientamento anche nel proprio condominio. Ed è utile a tutti quando ci si trova in situazioni complicate e difficili da gestire, ed evita inutili giravolte o perdite di tempo.

Può diventare dannoso se sostituisce del tutto le capacità di orientarsi autonomamente, creando il bisogno di usare sempre lo strumento tecnologico anche quando basterebbero le indicazioni stradali o non ci sono scelte complesse o difficili da fare. Se è vera la teoria evoluzionista secondo cui le funzioni si perdono se non si esercitano, l’umanità supportata dal navigatore potrà perdere nel tempo la capacità di orientarsi geneticamente preordinata, e avrà bisogno anche di farsi dire da un navigatore come trovare la cucina di casa…

Qualche politico ha proposto dei “navigators” (umani) per aiutare le persone a fare delle scelte di lavoro e di vita. Non so se questi “tom tom” orientatori di professione funzioneranno davvero, ma dovrebbe valere quanto detto per i navigatori telematici. Se aiutano in momenti difficili possono essere utili, ma se si sostituiscono a chi deve imparare a scegliere gli impediranno di acquisire le abilità necessarie, per cui avrà sempre bisogno di qualcuno che gli indica la strada.

Meglio apprendere a orientarsi da soli, anche a costo di perdersi qualche volta: come qualcuno dice, “preferisco sbagliare da me… così magari imparo!”