UN LETTORE MI SCRIVE INVITANDOMI A TRATTARE ANCHE TEMI MENO TRISTI DEL SOLITO.

Caro alieno, i media hanno riportato un articolo scientifico che parla del sesso su un’astronave, tu che ne pensi? Hai esperienze al riguardo?”

Il tema è certamente intrigante, ma io non ne ho esperienza diretta perché nel nostro pianeta non si usa viaggiare con astronavi ma col tele-trasporto, più rapido e sicuro. E meno noioso, perché non ha i tempi lunghi che stancano i vostri astronauti.

Ho cercato informazioni e ho scoperto che più di mezzo secolo fa lo scrittore di fantascienza Isaac Asimov aveva scritto un articolo intitolato “Sesso in una nave spaziale”. Si chiedeva se si potesse fare sesso in spazi ristretti e in assenza di gravità.

Un documentario del 2008 presentava un tipo particolare di tuta spaziale illustrato in un sito specializzato. La tuta, chiamata 2-suit, ha sul davanti una cerniera che si aggancia ad un’altra tuta analoga, creando una sorta di tendina che può essere attaccata a superfici fisse.

Non so se Elon Musk e quanti altri progettano il turismo spaziale daranno queste tute in dotazione ai miliardari passeggeri che affrontano lunghi viaggi verso pianeti lontani e non vogliono rinunciare ai piaceri a cui sono abituati.

Certo, accoppiarsi in assenza di gravità può essere eccitante, ma si scontra con i principi newtoniani sulla dinamica dei corpi.

E ci sono tanti altri problemi che i fautori del sesso spaziale non possono sottovalutare. Pare che l’assenza di gravità non influisca sulla vitalità del seme (ma gli studi sono finora solo su animali), però ci possono essere difficoltà nel raggiungimento dell’erezione. Il famoso astronauta Aldrin dichiarò che per tutta la durata delle missioni Mercury e Gemini l’assenza di stimolazioni e reazioni sessuali era stata totale.

E non andrebbe meglio per le donne. La minore lubrificazione vaginale, per il ristagno dei liquidi in assenza di gravità, renderebbe poco piacevoli i rapporti sessuali.

Ci sono poi risvolti psicologici nelle relazioni tra gli astronauti costretti in spazi limitati e con poche possibilità di privacy. Immaginiamo persone obbligate a vivere in un unico locale che si alternano in operazioni sessuali già di per sé complicate. Altri quesiti importanti: Si formeranno nuove coppie durante i viaggi? Potranno essere anche coppie omosessuali? Ci saranno occasioni di gelosie e risentimenti, mettendo a rischio l’intera missione?

Insomma, si prospetta un’astinenza obbligata per chi si cimenta nei viaggi spaziali, finché le astronavi non saranno grandi abbastanza da contenere in locali separati coppie e intere famiglie. Ma questo avviene al momento solo nelle fiction.

Per approfondimenti ho cercato l’articolo scientifico citato dai media e segnalato dal lettore. È stato pubblicato su “Reproductive Biomedicine Online” da un gruppo di esperti di medicina aerospaziale e di bioetica, che valutano i rischi riproduttivi conseguenti ad accoppiamenti durante i viaggi spaziali e i relativi problemi etici.

Gli autori dicono che lo spazio è “un ambiente ostile” per lo sviluppo della biologia umana, a causa delle alterazioni della gravità e dei bioritmi e delle radiazioni cosmiche, che rendono controindicate gravidanze durante i voli.

Certo, la riproduttività si può evitare mediante i metodi contraccettivi, limitandosi a pause di svago sessuale per vivacizzare la lunga permanenza nello spazio. Ma, dicono gli autori, “con il passaggio da missioni di breve durata a una presenza prolungata oltre la Terra, la riproduzione passa da possibilità astratta a preoccupazione pratica … Con l’espansione della presenza umana nello spazio, la salute riproduttiva non può più rimanere un punto cieco a livello politico. È necessaria e urgente una collaborazione internazionale per colmare i gap di conoscenza e stabilire linee guida etiche che proteggano sia gli astronauti professionisti che quelli privati e, in ultima analisi, salvaguardino l’umanità mentre ci muoviamo verso una presenza sostenibile oltre la Terra“.

Insomma, il vostro mondo deve prepararsi per bene se vuole che i viaggi spaziali (come ricordavamo in un precedente rapporto) si estendano a turisti in cerca di lunghe avventure nel cosmo, e a chi vuole popolare l’universo esportandovi pregi e difetti del vostro pianeta. Questa nuova e tecnologica espansione non può farsi mancare anche relazioni amorose ed eccitanti rapporti sessuali “al chiaro di stelle” anziché – come da voi consueto – “al chiaro di luna”.
Suscitando qualche invidia in alieni come me, che si limitano a viaggiare in solitudine tele-trasportata…