CI SONO SCRITTORI CHE RIESCONO A COGLIERE CON POCHE FRASI L’ESSENZA DI REALTÀ DIFFICILI DA DESCRIVERE. UNO DI QUESTI È DAVID FOSTER WALLACE, SCRITTORE STATUNITENSE NOTO PER IL ROMANZO INFINITE JEST CHE DESCRIVE, CON LINGUAGGIO E FORME ORIGINALI, LA COMPLESSITÀ DEL VOSTRO MONDO E DEI SUOI TANTI PROBLEMI. E IL DESIDERIO DI FUGGIRE LONTANI DA ESSO…

Oltre a questo libro di oltre mille pagine, Wallace ha scritto altri saggi, da cui riporto alcuni brani che sinteticamente spiegano problemi sociali di grande attualità.

David Foster Wallace

In “Brevi interviste con uomini schifosi” del 1999 così spiega la violenza sessuale e gli stupri:

Gli psicopatici sessuali depersonalizzano le loro vittime paragonandole a oggetti o bambole, cose e non persone per così dire … cioè non li vedono affatto come esseri umani ma semplicemente come oggetti per i loro bisogni e propositi psicopatici … Un motivo primario che spinge  a stuprare e uccidere è che  considerano lo stupro e l’uccisione come l’unico mezzo possibile per stabilire un contatto significativo con la vittima … È il modo di aver un, tra virgolette, rapporto. I rapporti convenzionali li terrorizzano”.

In poche righe lo scrittore offre un’ottima sintesi di come psicologia e sociologia spiegano stupri e femminicidi sempre più allarmanti per la convivenza sociale, e che nessuna norma repressiva riesce a fermare.

Nel saggio “Forza, Simba” Wallace parla dell’astensionismo elettorale, piaga sempre più estesa della vita politica nelle democrazie moderne. Ecco cosa dice agli elettori – sempre più numerosi – che decidono di non votare:

Se siete annoiati e disgustati dalla politica e non vi disturbate a votare, di fatto votate per gli arroccati vertici dei principali partiti, i quali, potete starne certi, stupidi non sono, ma anzi hanno una consapevolezza profonda di quanto gli convenga mantenervi in una condizione di disgusto e noia e cinismo, fornendovi ogni possibile motivazione psicologica perché il giorno delle elezioni ve ne stiate in casa a farvi le canne guardando la Tv. Sia chiaro: avete tutto il diritto di stare a casa, se volete, ma non prendetevi in giro pensando di non votare. In realtà, non votare è impossibile: si può votare votando, oppure votare rimanendo a casa e raddoppiando tacitamente il valore del voto di un irriducibile”.

E a proposito di chi finge – o crede davvero – di essere libero mentre il sistema lo tiene incatenato, nel libro “Il re pallido” Wallace usa questa metafora sui cani (che tanto amava):

Il cane odiava quella catena. Ma aveva una sua dignità. Quello che faceva era non tendere mai la catena del tutto. Non si allontanava mai nemmeno quel tanto da sentire che tirava. Nemmeno se arrivava il postino, o un rappresentante. Per dignità, il cane fingeva di aver scelto di stare entro quello spazio che guarda caso rientrava nella lunghezza della catena. Niente al di fuori di quello spazio lo interessava. Interesse zero. Perciò non si accorgeva mai della catena. Non la odiava. La catena. L’aveva privata della sua importanza. Forse non fingeva, forse aveva davvero scelto di restringere il suo mondo”.

Wallace soffriva fin da giovane di depressione e subì trattamenti psichiatrici con farmaci e persino elettroshock. La malattia mentale, definita la “cosa brutta” è lucidamente descritta nel saggio sul “pianeta Trillafon” dove immagina di essersi rifugiato per sfuggire alla patologia.

Prendo degli antidepressivi da, quanto sarà, un anno, e ritengo di avere i numeri per dire come sono. Sono straordinari, davvero, ma sono straordinari come sarebbe straordinario vivere, che so, su un altro pianeta caldo e comodo fornito di cibo e acqua fresca: sarebbe straordinario, ma non sarebbe la cara vecchia Terra. Ormai è quasi un anno che non sto sulla Terra, perché sulla Terra non me la cavavo molto bene. Diciamo che me cavo un po’ meglio dove mi trovo adesso, sul pianeta Trillafon, con grande piacere, credo, di tutti gli interessati. La grande domanda è se sul pianeta Trillafon ci sia la Cosa Brutta. Non sappiamo se ci sia o no. Magari non se la passa troppo bene in un’atmosfera così rarefatta e meno nutriente. Rispetto alla Cosa Brutta essere lontani aiuta”.

La tentazione di rifugiarsi in un mondo lontano per fuggire da quello terrestre è comune in chi sta male mentalmente. Tanto da essere definito “alienato”, cioè abitante di un mondo alieno. Da vero alieno vi assicuro che questo non è vero. Come dice saggiamente Wallace, è sul pianeta Terra che sta la “cosa brutta”. Dalla quale fuggire è impossibile.

Nel settembre 2008, a 46 anni, Wallace scrive un messaggio di addio e si suicida, mettendo fine con questa fuga estrema ad un viaggio breve ma intenso, produttivo ed originale.

Restano le sue tante pagine che testimoniano la perdita di interesse per il pianeta Terra: un mondo violento nei rapporti tra le persone e tra i popoli, oppresso da un potere che fa credere liberi pur essendo in catene, da una società che induce la malattia mentale e poi pretende di curarla. 
Pagine tristi, Wallace ne era consapevole. Ma aggiungeva, riguardo alla vita triste che raccontava: “Non so come sia per voi e i vostri amici, però so che la maggior parte degli amici miei è molto infelice”.
Potremmo dire che tutto il pianeta è infelice. Ma la soluzione non è cercare altri pianeti in cui fuggire…